L’emozione è stata palpabile sin da subito ed è stata, anche quella, condivisa con tutti i relatori. Dalla dirigente Laura Tancredi, trascinata dall’entusiasmo degli organizzatori, al vicesindaco di Scalea Annalisa Alfano, anche lei passata dai banchi del Metastasio fino a quella di Domenico De Rito, amatissimo docente di disegno e storia dell’arte che ha impiegato più di qualche istante per poter iniziare il suo discorso sopraffatto dalla commozione per la gioia di aver realizzato un progetto che aveva a cuore e che ha coltivato insieme al collega Salvatore Pepe.
D’altra parte il Mediterraneo ci racconta come il sud d’Italia sia terra di approdo, di conquiste e, di conseguenza di contaminazioni continue, di un incontro perpetuo, di una condivisione naturale che è il presupposto dell’evoluzione umana di cui l’arte è la punta di diamante, l’espressione che persiste alla storia e che la racconta nel suo essere capace di abbracciare epoche diverse e mantenerle vive e attuali.
Un viaggio nel patrimonio artistico calabrese e meridionale dai Bronzi di Riace a Mattia Preti, passando per Nik Spatari, la Cattolica di Stilo, al patrimonio rappresentato dalla città di Cosenza e dall’emblematico Lupo della Sila di Mimmo Rotella in piazza Kennedy .
Si diventa consapevoli della propria storia e della propria cultura guardando tutti dall’alto in basso”
ha detto Enrico Fagnano non per manifestare presunzione ma fierezza del proprio vissuto storico che ha nella passione per la conoscenza la condizione necessaria e sufficiente.
Un po’ come fa l’arte, che spiazza, suggestiona, sconvolge, scardina la nostra emotività trasformandola, dando a questa nuove angolazioni, nuove prospettive delle quali l’uomo è da sempre alla ricerca e che l’arte aiuta a scoprire. Un incontro necessario per riconoscersi diversi, più fragili e allo stesso più forti di quella fragilità che innalza lo spirito, lo invita a valutare altri canoni e a tenere in considerazione altri valori, a tendere verso l’alto riconoscendosi miseri ma desiderosi di tenere la testa alta per guardarsi meglio intorno e, così facendo, guardarsi meglio dentro.